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Guida pratica10 min di lettura
Guida al relaunch 2025

Relaunch del sito senza perdite SEO

Un relaunch del sito è molto più di un nuovo design: è un progetto strategico. Questa guida ti mostra come pianificare correttamente un relaunch ed evitare perdite SEO.

Progetto di relaunch del sito

Quando ha senso un relaunch del sito?

Un relaunch non è una decisione da prendere alla leggera. Un sito obsoleto genera costi: conversioni basse, frequenza di rimbalzo elevata, ranking Google deboli. Ma un relaunch mal pianificato può aggravare ulteriormente questi problemi. Segnali chiari a favore di un relaunch: - Il sito carica lentamente (LCP oltre 3 secondi) - Il design non viene aggiornato da più di 3 anni - I ranking su Google stagnano o calano - La frequenza di rimbalzo supera il 70% - Il CMS è difficile da usare o obsoleto - Il sito non è conforme al GDPR - Gli utenti mobile hanno un'esperienza scadente
Attenzione: un relaunch senza una strategia SEO chiara può abbassare i tuoi ranking Google del 30–60%. La causa più frequente: redirect 301 mancanti per gli URL modificati.

Fase 1: Pianificazione strategica (4–6 settimane)

Audit del sito esistente Prima di scrivere anche solo una riga di codice nuovo, analizza a fondo il sito precedente: quali pagine generano traffico organico? Quali URL si posizionano sulle keyword importanti? Quali pagine convertono? Strumenti: Google Search Console, Ahrefs/SEMrush per l'analisi degli URL, Google Analytics per i dati di conversione. Definire gli obiettivi Cosa deve raggiungere il relaunch? Più lead? Un tasso di conversione più alto? Una gestione dei contenuti più semplice? Senza obiettivi chiari non ci sono criteri di successo. Fissare lo stack tecnologico I passi successivi dipendono fortemente dal fatto di sostituire WordPress con Next.js o di cambiare solo un template. Un cambio tecnologico richiede più impegno, ma rende di più nel lungo periodo.
Suggerimento: esporta da Google Search Console tutti gli URL con traffico organico PRIMA di iniziare lo sviluppo. Questa lista è la base della tua protezione SEO.

Fase 2: Preparare la protezione SEO

Creare una redirect map Per ogni vecchio URL che cambia occorre impostare un redirect 301. Una redirect map è un documento a due colonne: vecchio URL → nuovo URL. Verificare i dati strutturati Il markup Schema.org, i tag Open Graph e le Twitter Cards devono essere riportati nel nuovo sistema. I dati strutturati migliorano il click-through rate nei risultati di ricerca. Migliorare la qualità dei contenuti Un relaunch è la migliore occasione per ripulire i contenuti: eliminare pagine obsolete, consolidare i contenuti duplicati, rafforzare i testi deboli. Canonical e hreflang Per i siti multilingua: implementa correttamente gli attributi hreflang in modo che Google mostri la lingua giusta alla regione giusta.

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Fase 3: Sviluppo su staging

La regola d'oro del relaunch: sviluppa sempre su un ambiente di staging, mai direttamente sul sito in produzione. Configurare l'ambiente di staging Il nuovo sito gira su un dominio separato (ad es. staging.tuo-dominio.it) e non viene indicizzato dai motori di ricerca (header noindex). Funzionamento in parallelo Il vecchio sito resta online mentre viene costruito il nuovo. Nessuna perdita di fatturato dovuta a pagine di manutenzione. Migrazione dei contenuti Testi, immagini e documenti vengono trasferiti dal vecchio al nuovo sito, manualmente o in modo automatizzato a seconda dell'entità. Test cross-browser e mobile Testa su dispositivi iOS e Android reali e su Chrome, Firefox e Safari. Gli emulatori di browser non bastano.

Fase 4: Go-live e monitoraggio

Checklist di go-live Prima del lancio: tutti i redirect sono attivi? Metadati trasferiti? Sitemap aggiornata? Google Search Console ricollegata? Tracking analytics configurato? Conformità GDPR verificata? Switch DNS Lo switch vero e proprio richiede solo pochi minuti: reindirizza il record DNS al nuovo IP del server, attiva il certificato HTTPS. Monitoraggio immediato (prime 72 ore) Nei primi 3 giorni dopo il relaunch monitora in modo intensivo: messaggi di errore in Google Search Console, errori 404 nei log del server, variazioni di ranking, confronto del tasso di conversione. Nuova submission in Google Search Console Dopo il lancio invia la sitemap in Google Search Console. Google deve ri-scansionare la nuova struttura del sito.

Domande frequenti

Un relaunch aziendale tipico dura 6–12 settimane. I progetti più semplici (fino a 15 pagine, senza cambio di CMS) si completano in 4–6 settimane. I portali più complessi con migrazione dati e molte integrazioni richiedono 10–16 settimane. Non sottovalutare la fase di pianificazione: rappresenta il 20–30% del progetto.
Un relaunch professionale con cambio di tecnologia (ad es. WordPress verso Next.js) parte da 6.900 €. I relaunch puramente visivi (nuovo tema, stesso CMS) partono da 3.900 €. I portali complessi costano di conseguenza di più. Dopo un breve confronto forniamo un'offerta vincolante a prezzo fisso.
Con un'esecuzione professionale, no. La misura di protezione più importante sono i redirect 301 corretti per tutti gli URL modificati. Se gli URL restano invariati e i redirect sono impostati con cura, i ranking vengono mantenuti. Di solito, grazie alle migliori performance dopo il relaunch, i ranking addirittura migliorano.
Dipende dai tuoi obiettivi. Passare da WordPress a Payload CMS richiede più lavoro, ma offre performance decisamente migliori, meno rischi di sicurezza e costi di manutenzione più bassi. Se sei soddisfatto di WordPress e vuoi solo un nuovo design, non è necessario cambiare CMS.
I contenuti vengono migrati, non cancellati. In caso di cambio di CMS esportiamo tutti i testi, le immagini e i documenti esistenti e li importiamo nel nuovo sistema. La migrazione dei contenuti è una parte definita del progetto: nessun contenuto va perso.

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